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Piacere, Influencer

Immagine del redattore: Nicolò Antonini
Nicolò Antonini
2 ott 2020
Tempo di lettura: 3 min


Influencer [2017 - Neologismi]

influencers. m. e f. Sono quelle persone che hanno molti follower su piattaforme social (Facebook, Instagram, Twitter), e/0 sono opinion leader, che sono citate e riprese, le cui affermazioni e contenuti fanno il giro di Internet.


Il digital marketing. Ah... Che figata (sotto certi versi), utile o non utile, sta rivoluzionando ogni momento che passa il modo di vendere e di comunicare a persone che nemmeno avevano l'idea o l'intenzione di comprare questo specifico prodotto.

E se l'hanno comprato un motivo c'è. Ma queste persone non attribuiscono la loro scelta di averlo acquistato al marketer che ha studiato quella campagna marketing, quel "poro cristià" (come dice mamma) che ha deciso che le scritte dovevano essere con il font Futura XBlk BT e degli stessi colori del logotipo, ma attribuiscono il loro gesto alla frase: "È lo stesso profumo che mette (nome di un'influencer famoso)!".

Ed ecco che questo fantomatico influencer si prende il merito di quei 45,00€ spesi da quel giovane cliente.

Ma in realtà il coinvolgimento, (o peggio, l'uso) di influencer non è tanto lontano da come si faceva nell'era pre-Internet. Eh si, già si usava cercare di arruolare nelle proprie fila e nei propri schemi di gioco influenzatori.

In pratica le categorie sono 3. Nell'era pre-Internet avevamo:


a. Persone coinvolte nelle decisioni d'acquisto. Quelle persone che all'interno di un'azienda, di un negozio, o comunque in un impresa in generale hanno il compito di scegliere cosa sarà necessario per la produzione; cosa dovrà esserci sugli scaffali dello store (i buyers), quindi materie prime in genere. [Responsabile acquisti, figure di management, ...]

b. Celebrità. Persone che proveranno il prodotto, possibilmente in pubblico, in un film, in un TV Show, o persone a cui chiedere di schierarsi dalla parte dell'azienda (in passato molte figure note si sono dichiarate users di Apple), o da parte di associazioni (crudeltà verso animali, ...)

c. Giornalisti. Queste persone sono in grado di spostare le opinioni, le decisioni e le affermazioni attraverso i loro articoli. Apriamo però la parentesi dell'indipendenza della stampa e della censura. Ci sono Paesi in cui gli editoriali, o le società dietro alla testata "suggeriscono" ai giornalisti che di una marca si parlasse bene o male per evitare di infastidire investitori o soci di quella testata.


3 categorie sono rimaste. La scena si è evoluta facendo emergere queste tre categorie di influencer:


a. Blogger. Andando a vedere le statistiche, solo una minoranza di creatori di contenuti sono riusciti ad arrivare alla pubblicazione di digital contents in grado di influenzare direttamente opinioni e comportamenti tramite la loro lettura, ed indirettamente, quando questi contenuti sono ripresi e citati da latri blogger.

Ci sono casi in cui blog sono divenuti vere e proprie testate giornalistiche, o casi in cui i contenuti pubblicati vengono usati da giornalisti come fonti autorevoli.

b. YouTuber. Chi di voi non ha mai sognato di essere uno YouTuber famoso? Non ditemi che pubblicare un video di un unpacking di un nuovo smartphone o un video-challenge in cui in una giornata con 38° all'ombra vi fate una doccia di ghiaccio, non è una una cosa che sognate di fare anche voi...

C'è chi lo fa. E di lavoro. Parlo di quegli YouTuber che attraverso tutorial, lezioni o racconti di proprie esperienze vissute aumentano la propria audience ogni visualizzazione sempre di più e promuovono con successo prodotti. La percentuale, però, di successo di influencer che riesce ad arrivare a questo obbiettivo è molto bassa.

c. Utenti influenti. Quelle persone che non hanno un ruolo riconosciuto (non hanno un blog), ma che sono in grado, quando intervengono in una discussione, in un forum, o nei commenti in community, di "spostare l'opinione", trascinandola con le loro parole ed affermazioni.

Mi piace dire che sono l'evoluzione 2.0 del "collega esperto", sapete no, quella persona a cui chiedevamo prima un parere prima di comprare qualcosa di nuovo.


Quando staremo sviluppando il piano di digital marketing, quindi, ci dovremo domandare, chi sono, per il nostro specifico mercato, quelle persone con cui creeremo un contatto lavorativo. In base al nostro target, si valuterà quindi l'associazione piattaforma - influenzatore.

Una volta studiata questa cosa, quando andremo a redigere la parte degli stakeholders nel piano di strategia inseriremo tutti i suoi dati, e le mansioni che andrà a svolgere. Ricordate sempre, che come per tutti gli altri stakeholders, dobbiamo fidarci della loro esperienza. Essi non solo andranno a svolgere il loro pezzo, ma grazie alla loro esperienza lo miglioreranno e contribuiranno a raggiungere un risultato ancora migliore di quanto avevamo stabilito su carta.


Non sempre è importante il numero, quanto la capacità di fare opinione.

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